Filotea, IV parte
16 dicembre 2013
Gruppo di lingua italiana:
Danijel Dragicevic SDB, Jozef Kabina SDB, Eliane Petri FMA e Carlo Russo SDB
Don Carlo
- Sorprende il fatto che Francesco dedica una parte della Filotea alle tentazioni. Perché? Certamente coloro che egli accompagnava le avevano chiesto qualche orientamento. Francesco va incontro all’esigenze della gente. Interessante il modo come risponde a questa esigenza. È da notare che nonostante Francesco dedica una parte del libro alle tentazioni, questa non è, però, la parte maggiore e più importante (non è la parte negativa del cammino che egli sottolinea di più).- Non lasciarsi scoraggiarsi dalle chiacchiere delle gente. Non è facile essere liberi dai giudizi degli altri. Questo è un aspetto che pastoralmente sentiamo da vicino.
Danijel
- Importanza della libertà interiore, di essere liberi dai giudizi degli altri. Non lasciare che le chiacchiere e i giudizi degli altri penetrino il proprio cuore e ci impediscano di avanzare nel cammino.- Francesco orienta ad affrontare le tentazioni secondo quello che si è acquistato prima: la preghiera, la meditazione, la contemplazione, le virtù. Queste devono sostenere tutto il cammino e non possono essere tralasciate nei momenti di tentazioni. Anzi, vengono richiamate come rimedio contro le tentazioni.
Don Jozef
- Sorprende che Francesco parla soltanto delle tentazioni ma non affronta il tema del peccato (es. i peccati capitali…). Ritroviamo qua e là qualche accenno ai peccati ma non in modo esplicito.- Le piccole tentazioni (cosa dice la gente; lo scoraggiarsi; l’impazienza, l’invidia…) non sono mali in sé, ma sono tutte piccole cose che impediscono di progredire più speditamente nel cammino di devozione.
- Ci sono delle tentazioni che possono accompagnarci tutta la vita, ma dipende da me di non acconsentire, di non rispondere ad esse.
- Quando si avvertono le tentazioni è importante rafforzare l’amore a Gesù. L’importanza dell’affetto verso Dio in Francesco: “Abbraccerai la Santa Croce”; “tornerai semplicemente con il tuo cuore a fianco di Gesù crocifisso, e con un atto d’amore gli bacerai i piedi”…
- Interessante il modo come Francesco descrive la tristezza. È uno dei mali peggiori che possa colpire l’anima, eccettuato il peccato.
Suor Eliane
- Per Francesco non basta incominciare il cammino di devozione; bisogna camminare sempre tenendo conto che in certi momenti del cammino dobbiamo affrontare le tentazioni, l’aridità e la sterilità di spirito; esse sono qualcosa che fanno parte del cammino spirituale. È importante saper affrontarle.- Punto di partenza per scalare l’altra montagna della perfezione: 1) la perseveranza nei propositi. Sarà la perseveranza a dimostrare che è sul serio e con sincerità che ci siamo votati a Dio e incamminate alla vita devota. 2) il farsi coraggio perché ciò che sembra difficile e impossibile con coraggio e pazienza si farà.
- Assodato il principio “sentire non è acconsentire” emerge in Francesco una capacità di analisi rara, lucida e schietta delle tentazioni. Dimostra in tre gradini la discesa verso il male: la tentazione - la dilettazione – il consenso. Il piacere è il gradino del consenso. Spiega come si può incoraggiare e fortificare l’anima a resistere alle tentazioni; i rimedi contro le grandi e le piccole tentazioni.
- L’agitazione e la tristezza: due mali strettamente collegati. La tristezza genera agitazione; l’agitazione in seguito aumenta la tristezza. La cattiva tristezza turba l’anima, la mette in agitazione, le dà paura immotivate, genera disgusto per l’orazione, assopisce e opprime il cervello… Per questo il nemico si serve della tristezza per portare le sue tentazioni.
- Bisogna superare non soltanto le grandi tentazioni, ma anche le piccole. In questo cammino è importante ricorrere a Dio per chiedere la sua misericordia e il suo aiuto. Far memoria dell’amore di Dio è il rimedio più efficace perché esso contiene in sé tutta la perfezione di tutte le virtù.
Sommario di Eliane
Fotografie di Joe
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